Con l’estate ormai alle porte, oggi vi presentiamo i sei trekking costieri più belli d’Europa. Percorsi a strapiombo sul mare, il rumore delle onde che si rompono sugli scogli come sottofondo e il vento che sa di sale sono tutte caratteristiche di escursioni mozzafiato immerse in paesaggi spettacolari.
Eccoli allora: i sei trekking costieri europei che, se non avete ancora in lista, dovreste aggiungere subito.
Rota Vicentina: il cammino dei pescatori, Portogallo
Se cercate l’essenza selvaggia della costa atlantica, la Rota Vicentina è la risposta adatta. Il Cammino dei Pescatori è la variante più spettacolare di questo lungo itinerario che attraversa l’Alentejo e l’Algarve: circa 226 km che corrono letteralmente sul bordo della scogliera, tra falesie arancioni che cadono a picco sull’oceano, spiagge deserte e villaggi di pescatori.
Il tratto più iconico è quello tra Odeceixe e Sagres. Ogni curva del sentiero è una cartolina impossibile da fotografare bene quanto la realtà, la spettacolarità dell’Oceano Atlantico vi accompagna in tutto il percorso e le sue onde che si infrangono sugli scogli sono la musica di sottofondo della vostra camminata.
Non aspettatevi folla: questo è uno di quei percorsi dove potete ancora camminare ore senza incontrare anima viva. Primavera e inizio autunno sono i migliori momenti in cui andare, perché d’estate il sole portoghese non perdona.
Sentiero Azzurro, Liguria
Il sentiero azzurro è uno dei percorsi costieri più belli d’Italia, forse d’Europa. Collega i cinque borghi delle Cinque Terre (Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) per 12 km totali. Non è tecnicamente impegnativo, ma i dislivelli continui e il caldo estivo possono renderlo abbastanza faticoso.
La variante alta, il Sentiero Rosso, è decisamente più selvatica e ricompensa con panorami ancora più aperti. Per chi vuole staccare dalla folla, quella è sicuramente la scelta migliore. In ogni caso, arrivare a Vernazza dopo aver camminato sotto la macchia mediterranea, con quel campanile che sbuca dall’alto delle case colorate, rimane un’emozione mozzafiato.
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GTE: Grande Traversata Elbana, Toscana
La GTE è un percorso di circa 130 km che percorre tutta l’Isola d’Elba tra creste, macchia mediterranea densa e discese a picco sul Tirreno. Non è un sentiero costiero nel senso stretto, dato che si alternano tratti di alta quota a momenti in cui il Tirreno è letteralmente sotto i vostri piedi, ma comunque il mare reste sempre protagonista.
Il dislivello non è per niente banale: si superano cime come il Monte Capanne (1019 m di altitudine) e si scende poi su calette di granito rosa dove ci si può buttare direttamente in acqua. Il sentiero è ben tracciato, ma il terreno in alcuni punti è spesso accidentato e richiede attenzione.
Settembre è probabilmente il mese migliore: il mare è ancora caldo, la macchia mediterranea è ancora densa e i turisti estivi se ne sono andati.
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Cammino dei Fari in Galizia, Spagna
La Galizia è probabilmente la regione iberica più sottovalutata per il trekking: tutti conoscono il Cammino di Santiago, ma in pochi si avventurano sul suo litorale. Il Cammino dei Fari (Camiño dos Faros) collega Malpica a Finisterre e si estende per circa 200 km in lunghezza sulla costa atlantica nordoccidentale. Si possono vedere scogliere alte e verticali, fari abbandonati e numerose foreste di eucalipti.
È un cammino imprevedibile, proprio come il meteo gallegeo: piove, si apre, torna a piovere, e poi improvvisamente il cielo diventa di un blu acceso. Il vento è quasi sempre presente. Ma è proprio questa imprevedibilità a renderlo straordinario: ogni tratto è diverso dal precedente. I borghi di pescatori lungo il percorso sono autentici, la cucina è fantastica: polpo alla gallega, empanada e frutti di mare appena pescati.
Selvaggio Blu, Sardegna
Il Selvaggio Blu è considerato uno dei dei trekking più difficili d’Italia e tra i più impegnativi d’Europa. Sette giorni, circa 45 km (ma con dislivelli da brividi), tratti in arrampicata, corde fisse e il Supramonte di Baunei come scenario: una delle coste più belle e inaccessibili di tutto il Mediterraneo.
Non è un cammino per tutti, richiede un’esperienza alpinistica di base, ottima forma fisica, capacità di orientamento e la voglia di dormire all’aperto sotto le stelle per svariati giorni in posti dove non arriva nessuno. In cambio, offre la sensazione di essere veri e propri esploratori. Calette di turchese accessibili solo via mare o a piedi, canyon scavati nella roccia calcarea bianca, il tutto immerso in silenzi assoluti.
Dingle Way, Irlanda
Chiudiamo con qualcosa di completamente diverso: nella penisola di Dingle, situata nella contea irlandese di Kerry, troviamo il Dingle Way. Questo anello lungo circa 179 km, che percorre l’intera penisola, è immerso in prati verdi infiniti, migliaia di colline, pecore ovunque. Tra questi panoramici atlantici ci sono anche antichi siti celtici e villaggi dove si parla ancora gaelico.
A livello tecnico non è impegnativo, ma il meteo irlandese può trasformare qualsiasi giornata in un’avventura. I tratti verso la punta occidentale della penisola, tra il promontorio di Slea Head e le Blasket Islands che si intravedono in lontananza, sono tra i paesaggi più evocativi di tutto il continente. Fermarsi nei pub di Dingle a fine giornata è quasi d’obbligo: una pinta di Guinness dopo dieci ore di cammino sotto la pioggia atlantica è una delle esperienze più soddisfacenti che il trekking europeo possa offrire.
Sei percorsi, sei caratteri completamente diversi. Il Portogallo delle falesie atlantiche, i colori della Liguria,, il carattere selvaggio dell’isola d’Elba, la Galizia ventosa e autentica, la sfida assoluta del Selvaggio Blu, la poesia verde e umida dell’Irlanda. Ognuno di questi sei sentieri racconta una storia diversa, ma tutti hanno la costante del mare, che accompagna ogni grande esploratore ad una nuova avventura.





